Monte Mario, il villaggio dei finti disabili
Marco Mosca per Repubblica
Blitz dei vigili: tra topi e rifiuti, nelle baracche dei romeni c´era anche un neonato
Baraccopoli abusiva dei finti disabili, scoperta dalla polizia giudiziaria della municipale del XVII gruppo, sotto ponti dei cavalcavia di via Falcone e Borsellino, la panoramica di Monte Mario, a due passi dal piazzale Clodio. Tra la fitta vegetazione e gli alberi ad alto fusto, era stato costruito un vero e proprio villaggio, invisibile dall´esterno, abitato da finti paralitici mendicanti, che simulavano gravi menomazioni, come amputazioni di arti, con tanto di stampelle e sedie a rotelle, che al rientro, nascondevano , dietro alcune siepi. Una ragazza romena di 20 anni utilizzava addirittura il figlio di un anno, per chiedere l´elemosina ai semafori, sotto la canicola estiva. Nello stesso posto in cui giovedì notte i vigili urbani, hanno scoperto la "favela", nel maggio scorso la polizia del commissariato Trevi, aveva liberato venti romeni con gravi invalidità fisiche e mentali, che venivano sfruttati da un racket senza scrupoli, gestito da due connazionali. Dopo quella scoperta, l´insediamento venne abbattuto, dalle ruspe. Ma a distanza di pochi mesi è stato ricostruito.
Nei giorni scorsi i vigili del XVII gruppo, nel corso di alcuni servizi di contrasto al degrado urbano, avevano notato una forte presenza di mendicanti provenienti dalla Romania, che impietosivano i turisti questuando a bordo di carrozzelle per disabili e zoppicando sulle stampelle nelle zone intorno al Vaticano. Gli agenti decidono così di seguirli per vedere se dietro di loro si nascondesse il racket dello sfruttamento. Infatti, i finti storpi, dopo aver mendicato per ore nelle vie del quartiere Prati, chi trascinandosi per terra, chi fingendo una poliomielite, chi fermo ai semafori con il bastone, la sera al riparo da occhi indiscreti tornavano "normali" e si avviavano con le loro gambe verso il parco di Monte Mario, sotto la panoramica, occultando lontano dalle baracche tutti gli "strumenti del mestiere", le carrozzelle e le stampelle.
L´altra notte il blitz all´interno di cinque baracche: tra topi grandi come gatti e in precarie condizioni igienico sanitarie, vivevano tredici romeni (oltre un neonato), tutti professionisti dell´elemosina. Alcuni di loro erano gli stessi che erano stati arrestati nel mese di maggio dalla polizia. Due anni fa, nello stesso campo, era stato trovato un bimbo disabile romeno, che era stato venduto per qualche migliaio di euro.
05.08.2008. 12:42
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