ROBERTO TAVANI Assessore del Municipio Roma XVII

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Martedì 9 Marzo: Emma Bonino nel XVII Municipio



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Martedi 9 marzo, dalle ore 11.00 alle ore 13.00, Emma Bonino sarà nel Municipio Roma XVII per un tour elettorale.

Siete tutti invitati alla partecipazione per venire a conoscere e supportare attivamente la nostra candidata Presidente della Regione Lazio. Questi gli appuntamenti previsti:

Ore 11.00, NUOVO MERCATO TRIONFALE

1- Incontro con gli esercenti e i cittadini all’interno del mercato.
2- Incontro sul plateatico con i cittadini per un piccolo comizio
3- problema ASILO NIDO e BIBLIOTECA.


Ore 11.40, CENTRO DIURNO HANDICAP di via Vittor Pisani.

Incontro su tematiche specifiche con famiglie e utenti su Handicap e riabilitazione

ORE 12,20 Dipartimento Salute Mentale – problema via Montesanto.

Conclusione ore 13,00

Festa tesseramento PD Mazzini

La FESTA DEL TESSERAMENTO DEL PD MAZZINI che si terrà Domenica 21 Marzo dalle ore 10.00 alle ore 18.00 presso il nostro circolo in Via Pietro Giannone 5.

Una giornata per stare insieme e confrontarsi sui temi della campagna elettorale. Sarà possibile ritirare la tessera PD 2010, che ha un costo minimo di 20 euro.

Alle ore 11.30 ci raggiungerà il Coordinatore del Partito Democratico di Roma, Marco Miccoli.

Il nostro circolo continuerà ad essere aperto il Martedì dalle ore 9.30 alle ore 12.30 e il Giovedì dalle ore 16.30 alle ore 19.30 per consentire a tutti di rinnovare la tessera e per distribuire materiale elettorale.



Comments (0) 20.03.2010. 21:46

Nucleare: i GD approfondiscono...

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I Giovani Democratici di Mazzini ci invitano a questa interessante iniziativa su un tema che, in vista delle prossime elezioni regionali e delle differenti posizioni degli schieramenti politici, rischia di diventare presto attualissimo.

Lunedì 15 marzo, alle ore 18.30 presso il Circolo PD di via Pietro Giannone 5

"VOGLIAMO VERAMENTE IL NUCLEARE ?"

Se ne discute con:
On. Ermete Realacci (responsabile ambiente PD)
Daniele Gentili (resonsabile ambiente PD Lazio)
modera: Jacopo Scatà (GD Mazzini)

Comments (0) 11.03.2010. 21:48

Bersani nuovo Segretario del PD

Questa mattina, nel corso dell'Assemblea Nazionale svoltasi presso la Fiera di Roma, Pier Luigi Bersani è stato proclamato ufficialmente nuovo segretario del Pd. Al nuovo segretario il più sincero abbraccio di in bocca al lupo per un buon lavoro per il nostro partito e per il nostro paese.

Comments (0) 07.11.2009. 18:48

PD Lazio: elezione del Segretario Regionale

(OMNIROMA) Roma, 05 nov - Si svolgerà sabato 14 novembre, a quanto si apprende, l'assemblea regionale del Pd Lazio chiamata ad eleggere il nuovo segretario regionale del partito.

Il ricorso all'assemblea, come previsto dallo statuto del partito, si è reso necessario poiché nessuno dei tre candidati in lizza per la segreteria regionale, Alessandro Mazzoli (mozione Bersani), Roberto Morassut (mozione Franceschini), ed Ileana Argentin (mozione Marino), ha ottenuto il 50,1% dei voti alle primarie del 25 ottobre scorso.

Dalle urne delle primarie era uscito in testa Mazzoli con oltre il 44,4% dei consensi, seguito da Morassut con il 36,7% dei voti e dalla Argentin al 18,9%. Il voto espresso in quella sede ha determinato anche il numero dei delegati che ciascuna mozione avrà nella nuova assemblea regionale.

Comments (0) 05.11.2009. 20:51

Primarie PD: i risultati del Lazio

PRIMARIE PD LAZIO, MAZZOLI 44,4%-MORASSUT 36,7%-ARGENTIN 18,9% (OMNIROMA)

Roma, 27 ott - Questi, rende noto il Pd, i risultati definitivi delle elezioni primarie nel Lazio.

Candidati alla carica di segretario nazionale del Partito Democratico: Bersani 142.694 voti pari al 46,4%; Franceschini 108.771 voti pari al 35,4%; Marino 56.038 voti pari al 18,2%.

Candidati alla carica di segretario regionale del PD Lazio: Mazzoli 135.107 voti pari al 44,4%; Morassut 111.480 voti pari al 36,7%; Argentin 57.485 voti pari al 18,9%. red 271822 ott 09

Comments (0) 27.10.2009. 19:10

Congresso PD: il mio contributo al dibattito

Qui di seguito un testo che riprende il mio intervento al Congresso PD del circolo Mazzini. Vuole essere un contributo al dibattito in corso nei congressi e in vista del voto per le primarie del 25 Ottobre.

E’ il mio primo Congresso.

Ho preso la prima tessera di partito della vita dopo la sconfitta abruzzese alle regionali del 2008: la tessera del PD.

Giorni difficili per tutti, almeno credo. Molti non avevano ancora la tessera, altri minacciavano di non farla. Io avevo solo voglia e bisogno di reagire all’ennesimo schiaffone elettorale.

Mi è sembrato il modo migliore. Un segnale da mandare a sè stessi, per affermare che il PD era “ altro da quello “, e doveva e poteva continuare ad esistere. Sopravvivere.

E oggi sono contento. Perché il partito è vivo e questa fase congrssuale è un esperienza di democrazia straordinaria alla quale vedo partecipare con entusiasmo tanti militanti. E ne parteciperanno tanti altri ancora alle primarie.

Ma soprattutto un elemento essenziale di qualsiasi partito che meriti la definizione di democratico. Perchè senza Congresso qualsiasi contrasto diventa personale, e non politico nell’interesse del partito. E se il contrasto è di tipo personale non è e non può essere interessante, né utile.

Il personalismo, ma sarebbe meglio dire “ I “ personalismi, hanno già dimostrato appieno i loro effetti negativi. Uno dei grandi errori che ci hanno portato alla situazione attuale, forse il più grande.

Una situazione drammatica. Perché se è vero che non c’è stato un crollo del consenso è indubbio che nell’ultima tornata elettorale europea e amministrativa la sconfitta è stata gravissima. Con la perdita di molti milioni di voti che erano convintamente nostri. E che ora dobbiamo recuperare.

Una nuova partenza, questo serve e per questo siamo qui. Sperando di fare tesoro degli errori del passato, ma anche delle tante cose buone che vengono dal mescolamento delle nostre diverse tradizioni politiche.

Io non vengo dal partito. Faccio politica nelle istituzioni locali. E, sempre, ho dovuto farla assieme alle altre forze politiche. Una politica fatta di presenza, prossimità. Quella che mi raccontava mio padre il partito faceva una volta, quando era vicino ai bisogni del popolo. Ed effettivamente in grado di supportare innanzitutto i cittadini. Oltre che i suoi amministratori ed eletti che vivono il difficile compito di rappresentarli al meglio nell’interesse generale.

Questo è un elemento che non c’è stato nei primi due anni di vita del PD, e di cui ora c’è assoluto bisogno. E ora siamo in una fase in cui non sarebbe utile trovare le colpe specifiche. Le responsabilità di questo o quel dirigente politico sono chiare ad ognuno di noi. Ognuno secondo il suo libero convincimento.

Ma c’è bisogno del partito, ora. E questa deve essere la fase di costruzione e reale costituzione. Non di distruzione come è stato finora.. E sono certo che si poteva fare molto e di più per evitare tutto questo. Perché ora è chiaro che avevamo una grande potenzialità di sviluppo nel paese e sui territori che abbiamo saputo cogliere, ma non conservare.

Lo credo perché ho parlato con tanti dei nostri elettori. E con alcuni dei nostri iscritti. Loro non si sentono diversi, né contrapposti. Si sentono di sinistra, o semplicemente non si riconoscono in questo governo.

Ho parlato con loro di questo Congresso e delle primarie, e ho cercato di capire cosa effettivamente si aspettassero e si aspettino dal PD. Il loro punto di vista è chiaro: vedono un partito debole, molto conflittuale al suo interno, poco efficace nell’opposizione parlamentare. Emerge forte invece il bisogno di un partito autorevole, presente, radicato sul territorio, vicino. Ma soprattutto di sinistra.

E la cosa che mi ha fatto più male - aldilà dei tre candidati che vanno ringraziati perché presentano delle mozioni congressuali che sono e saranno il patrimonio culturale da portare a sintesi e valorizzare nel prossimo futuro - è stato rivolgersi a chi fino a poco tempo fa non solo credeva ma si spendeva con entusiasmo per il partito, che fosse o meno iscritto. E’ stato un dolore sentirli dire : “ non mi parlare del congresso del PD né di Bersani Franceschini o Marino. Perché io non mi sento più rappresentato dal PD “.

Su questo noi dobbiamo agire. Insieme. Perché il PD è e resta il futuro di questo paese. Anche se per molti di noi sembra esserci stata - sensazione che ho condiviso con molti - una deriva correntizia verso una politica fatta schierandosi unicamente in base ad un appartenenza passata. O all’identificazione in uno dei tanti leader.

L’esatto contrario di ciò che dovrebbe essere la politica. La scelta di una proposta e di una strategia dopo una seria e approfondita discussione che poi ritrova tutti uniti verso l’obiettivo.

E non dimentichiamo in primo luogo che congressi e primarie devono restituirci un partito rafforzato e unito, capace di confermare il Lazio tra pochi mesi e di aprire un nuovo ciclo riformista di lungo periodo per il governo nazionale nel prossimo futuro.

Le primarie. Io sono felice di essere in un partito che utilizza questo sistema. Le ritengo fondamentali, perché senza le primarie non c’è il Partito Democratico. E le considero il DNA della viva e reale democrazia che vige all’interno del nostro partito.

Ma bisogna stare attenti. Non bisogna considerarle come una sorta di “unzione religiosa” per il leader. Devono invece essere semplicemente lo strumento per il conferimento di un incarico.

Attenzione: non l’incarico a contrapporsi all’altro leader, ma quello a rappresentare altro, nel caso specifico quella che io considero la parte migliore del nostro paese.

Utilizzare le primarie per andare sul terreno della destra - capo carismatico contro altro capo carismatico – è stato un altro dei grandi errori del passato. Un errore da non ripetere oggi. Altrimenti saremo sempre sconfitti.

Allora le primarie del 25 ottobre dovranno servire anche a questo: a ri-affermare il concetto di Partito Democratico come presidio contro il leaderismo e il populismo di cui la destra sta impregnando l’intera società e al quale noi dobbiamo contrapporre un modello differente.

Un modello nuovo, ma che riaffermi quel giusto percorso cittadini- rappresentanti- istituzioni, che è l’impianto stesso della nostro sistema democratico.

D’altronde io credo che anche Berlusconi stia finendo il suo ciclo politico e che, quando questo leader passerà, resteranno sempre gli organi costituzionali, il Parlamento, le istituzioni, i partiti.

A lui e al suo modello leaderistico noi dobbiamo contrapporre proprio quel percorso, che sembra essersi perso da più di un decennio e che invece bisogna riaffermare come elemento di innovazione nella tradizione, che è cosa ben diversa dal nuovismo.

E’ quindi il tempo di chiudere definitivamente la fase del con chi stai per aprire quella del chi siamo, che cosa vogliamo, a livello nazionale e locale.

Nel voto locale la vocazione maggioritaria non sarà neppure all’ordine del giorno, perché nessuno pensa di poter fare a meno della coalizione. La vocazione maggioritaria è valsa solo per le elezioni politiche del 2008 che si svolgevano mentre, contemporaneamente, in quelle comunali si riaffermava l’assoluta necessità delle alleanze tradizionali.

Una contraddizione che ha dato l’idea di come il Partito Democratico sia stato inadeguato per rispondere alla crisi della politica in Italia. Finora, pur nella bontà dell’operazione, non è stato lo strumento giusto per rispondere a questa crisi che è evidente a tutti.

E allora cosa sperare? Solo, citando un vecchio congresso dei DS, che questa fase finisca prestissimo e finalmente.

Era un tempo in cui si disse che ci si era messi delle magliette. Io potrei non saperlo bene - perché arrivato dopo - ma quelle magliette qualcuno probabilmente non se le è mai levate di dosso. Ed è necessario che questo avvenga definitivamente il 26 ottobre con l’elezione del nuovo Segretario del Partito Democratico.

E una volta per tutte. Perché tutti devono sentirsi a casa nel Partito Democratico. E alle idee di tutti quelli che vi si riconoscono si deve e si dovrà rispetto. Nessuno può pretendere di avere l’interpretazione autentica di cosa il PD sia o debba essere.

Io, dal mio punto di osservazione, credo che il PD come partito miglior erede della tradizione di sinistra e cattolica italiana debba innanzitutto riprendere una delle missioni storiche fallite: la riduzione del livello di disegualianza tra i cittadini.

E su questo indubbiamente dobbiamo legare l’organizzazione del partito all’organizzazione territoriale, alla presenza tra la gente, alla distribuzione delle funzioni, alla sperimentazione di nuove pratiche di partecipazione, all’apertura verso le forze sociali e di libera cittadinanza che si riconoscano in un progetto di sviluppo sociale equo e giusto.

Io credo, ed è un ragionamento che faccio in totale autonomia e libertà, che su questo la Mozione Bersani-Mazzoli risponda meglio all’obiettivo.

Sperando che questo nuovo inizio ci riporti veramente tra i cittadini ad affermare l’idea che la sinistra italiana, e la socialdemocrazia, non sono da buttare. Cosi come ci dimostra Obama, che è il principale esponente globale del Partito Democratico, con le politiche economiche e di welfare che sta cercando di attuare.

Comments (0) 17.10.2009. 13:18

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